Profumi e cinema: come il grande schermo ha influenzato le fragranze

Profumi e cinema, due universi che sembrano così diversi e lontani ma che, al contrario, condividono il potere di evocare emozioni, raccontare storie e accendere l’immaginazione. Il grande schermo, con la sua capacità di trasportare il pubblico in mondi lontani, epoche passate o atmosfere sognanti, ha spesso ispirato anche la creazione di fragranze iconiche. Allo stesso modo, le note olfattive di un profumo evocano ricordi, suggestioni e sensazioni, costruendo così una sorta di narrazione invisibile che accompagna chi lo indossa.
Il rapporto tra cinema e profumeria è una storia d’amore che dura da quasi un secolo, un intreccio affascinante dove l’arte visiva incontra quella olfattiva per creare narrazioni sensoriali indimenticabili. Dalle dive di Hollywood che hanno trasformato le fragranze in simboli, alle collaborazioni di oggi tra case cinematografiche e maison di profumi, il grande schermo ha costantemente influenzato le nostre scelte olfattive.
In questo articolo, scopriremo come il grande schermo abbia lasciato la sua traccia indelebile nel mondo della profumeria, ispirando creazioni che sono, a loro volta, indimenticabili.
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Profumi e cinema: due mondi diversi ma simili
Proprio come il più magico dei profumi, un film sa evocare emozioni profonde attraverso l’intreccio di immagini, suoni e perfino silenzi, plasmando atmosfere uniche che rimangono impresse nella mente. Nel buio della sala, l’immaginazione si accende, basta una scena ambientata in un giardino pieno di fiori o in riva al mare perché la mente inizi a ricostruire profumi, odori e sensazioni olfattive, arricchendo così una storia di sfumature che non vediamo ma riusciamo a percepire.
Il cinema e la profumeria, apparentemente mondi così distanti, in realtà vogliono comunicare lo stesso messaggio; ossia suscitare emozioni autentiche, dare corpo ai ricordi e accendere la nostalgia di epoche o luoghi mai vissuti. Pensaci bene, se il cinema racconta storie attraverso personaggi e scenografie, i profumi traducono quelle emozioni in accordi e ricordi. Associamo note calde e avvolgenti ad atmosfere noir, accenti floreali o agrumati a commedie romantiche e leggere, sentori speziati per avventure esotiche.
Le suggestioni olfattive, anche solo immaginate sullo schermo, possono addirittura aiutare a definire i personaggi, a sentire le loro emozioni, danno una maggiore potenza emotiva alle scene, ma anche forza a un’epoca o un luogo, creando un legame indissolubile tra immagini e sensazioni, rendendo la visione di quel film indelebile. Succede che, appena sentiamo un profumo, ci venga in mente un certo film o addirittura una scena particolare che associamo a un tipo di essenza.
Film e dispositivi profumati: da Scent of Mystery a Spy Kids
Un esempio di questo rapporto tra profumi e cinema è proprio la proiezione del film Scent of Mystery nel gennaio 1960. Durante la prima del film, gli spettatori vennero colti di sorpresa da un dispositivo chiamato Smell‑O‑Vision.
Questo sistema sincronizzava alcuni odori con le scene del film, rilasciandoli dalle poltrone della sala cinematografica. L’obiettivo era arricchire l’esperienza cinematografica con la componente olfattiva, cercando di rendere più coinvolgente la visione del film. L’idea era proprio quella di rendere ogni scena un’esperienza multisensoriale, anche se ci furono un po’ di problemi di sincronizzazione tra scene ed erogazione dei diversi profumi.
Negli anni ’80, fu riproposto un sistema simile con soluzioni più semplici. John Waters inventò per esempio l’Odorama. Durante il film Polyester, agli spettatori, prima di entrare in sala, venne consegnata una scheda, Odorama appunta, dotata di ben 10 piastrine che, una volta strofinate, emettevano ognuna un odore diverso da annusare in precisi momenti del film.
In seguito il medesimo sistema di scratch‑and‑sniff venne ripreso in TV dalla ITV nel 1985 con Aromavision e da MTV a metà anni ’80 per una promozione legata proprio a Scent of Myster. Più tardi è apparso in I Rugrats nella giungla (2003) e Spy Kids 4 – È tempo di eroi (2011), ma con il marchio Aromascope.
Profumi e cinema: le dive di Hollywood
Le dive di Hollywood hanno da sempre incarnato un ideale di eleganza e mistero irraggiungibile, tanto da spingere le maison più importanti a tradurre in fragranze la loro allure. È il caso di Audrey Hepburn, musa indiscussa di Hubert de Givenchy, per la quale nel 1957 fu creato il profumo L’Interdit.
Il couturier desiderava un profumo che riflettesse la personalità raffinata e insieme vivace dell’attrice, affidando a Françoise Gravon la composizione di un’armonia di fiori bianchi stemperati da un fondo di ambra, muschio e fava tonka.
Gérmaine Cellier della maison Robert Piguet catturò invece lo spirito di un’altra leggenda dello schermo, la meravigliosa Rita Hayworth, iconica protagonista di Gilda (1946), in una creazione audace, Fracas (1948). Al centro della formula c’è la tuberosa che, nel cuore della fragranza, esplode in un bouquet bianco e avvolgente, accompagnato da note calde e speziate.
La maison Grès omaggiò l’eleganza di Marlene Dietrich con la trilogia Hommage à Marlene Dietrich, che include ben 3 profumi come My Life, My Dream e My Passion. Queste composizioni giocano su note chypre, agrumate e ambrate: si parte da pompelmo e glicine, e a seguire una scia più calda e legnosa di patchouli e labdano.
Profumi e cinema: essenze protagoniste
Un altro rapporto tra profumi e cinema si riflette anche nella presentazione del profumo stesso come, in un certo senso, protagonista o comunque elemento facente parte di una pellicola.
Nel capolavoro di Federico Fellini, La Dolce Vita, il profumo gioca un ruolo importante nel creare l’atmosfera del mondo glamour e decadente della Roma degli anni ’60. Il protagonista del film, Marcello, viene trascinato in un mondo di indulgenza ed eccessi, dove il profumo, soprattutto sotto forma di una fragranza seducente indossata dalle protagoniste femminili, diventa simbolo del fascino e dell’artificio di quello stile di vita.
Profumo di donna (1992) è uno degli esempi più emblematici di questa relazione. Nel film, Al Pacino interpreta il tenente colonnello cieco Frank Slade, il cui olfatto diventa quasi un sesto senso di scoperta e ammirazione del mondo femminile. In una delle scene chiave, Slade riconosce la professoressa Downes dall’aroma del suo profumo. Il profumo diventa il filo conduttore emotivo, un modo per il protagonista di riconoscere e celebrare le donne, creando un’aura intima attorno a ogni incontro. Il profumo diventa il suo modo di percepire e catalogare il mondo che lo circonda e, in particolare, il profumo di donna rappresenta tutto ciò che Frank ha perso, ossia la capacità di vedere la bellezza femminile.
In, Profumo: storia di un assassino (2006), la storia segue Jean-Baptiste Grenouille nato con un olfatto altamente sviluppato ma privo di un odore corporeo proprio. L’ossessione di Grenouille per la cattura dell’odore perfetto lo porta a uccidere diverse giovani donne per creare la fragranza più bella. Questo film è un’esplorazione letterale e simbolica del potenziale del profumo di controllare, manipolare e persino distruggere. Il profumo iconico in questo film è più di una semplice fragranza, ma diventa una metafora dell’ossessione e del potere dei sensi.
Quale profumo ti ricorda un film che hai amato tanto?



